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Notizia del 03/11/2010 -
VICENZA, RITROVATI DUE CORPI SENZA VITA
La situazione vista dall'Elicottero
È stato trovato morto Giuseppe Spigolon, 75 anni di Caldogno (Vicenza), dato per disperso da alcuni giorni a causa dell'esondazione del Timonchio. L'anziano vicentino è stato individuato nella cantina, invasa da oltre due metri d'acqua, della propria abitazione, proprio là dove era sceso al momento dell'arrivo della piena del fiume. I vigili del fuoco di Vicenza, con l'aiuto dei carabinieri delNucleo Subacquei di Trieste, sono scesi nella cantina dove sono riusciti ad individuare il corpo che ora è in fase di recupero. Proprio a causa della piena del fiume - particolarmente violenta a Caldogno che è risultato tra i paesi più colpiti dal maltempo - le ricerche erano state rese fin da subito difficilissime. Si è dovuto attendere oggi, a due giorni dall'allarme e con il parziale deflusso delle acque, perché l'abitazione a causa della furia del fiume era irraggiungibile.
Anziano trovato morto sull'argine dell'Astichello Il corpo di un uomo anziano è stato rinvenuto stamani tra le ramaglie sull'argine del fiume Astichello in frazione Polegge, a Vicenza. Si tratta di Mario Menin, 74 anni, nato a Marostica e residente a Monticello Conte Otto, morto probabilmente a causa del maltempo. Secondo i vigili del fuoco, intervenuti sul posto per il recupero, l'anziano sarebbe stato trascinato dall'acqua in deflusso dentro al fiume, dove è finito contro una griglia per fermare la discesa di materiali trascinati dall'acqua. Con l'abbassamento del livello dell'acqua il corpo è venuto alla superficie, da dove è stato poi portato a terra dai vigili del fuoco.
Preallarme a Rovigo per il livello del Po Il livello idrometrico del fiume Po è salito di quasi 2 metri in un solo giorno per effetto delle intense precipitazioni che hanno accompagnato l'ondata di maltempo. È quanto emerge da un monitoraggio della Coldiretti di oggi a Pontelagoscuro verso la foce del Po dopo che proprio a causa degli attuali livelli idrometrici e di previsione lungo l'asta del fiume Po, la Protezione civile dell'Emilia-Romagna ha attivato la fase di Preallarme per i comuni di Boretto, Brescello, Gualtieri, Guastalla, Luzzara, Berra, Bondeno, Ferrara, Goro, Mesola, Rovigo. La situazione del principale fiume italiano è significativa - sottolinea la Coldiretti - delle difficoltà negli altri corsi d'acqua con esondazioni ed allagamenti nelle campagne. Un pericolo per il territorio nazionale dove - precisa - sette comuni italiani su dieci sono considerati a rischio per frane ed alluvioni su una superficie di oltre 21 mila chilometri quadrati.
Ancora nessuna traccia di Rino Checchinato. Non è stato ritrovato l'ottantunenne pensionato di Guarda Veneta (Rovigo), che sarebbe caduto in acqua mentre armeggiava sulla propria barca e trascinato via dalla corrente particolarmente impetuosa a causa dell'ondata di maltempo.
A Vicenza colletta per gli alluvionati in chiesa Domenica 14 novembre in tutte le comunità parrocchiali della diocesi di Vicenza si terrà una raccolta in denaro a favore delle parrocchie, delle famiglie e di altre realtà ecclesiali e civili colpite dal maltempo. Lo ha reso noto il Vicario generale della diocesi, mons. Lodovico Furian, a seguito dell'appello lanciato dal vescovo. Quanto verrà raccolto il 14 novembre costituirà un fondo di solidarietà gestito da una commissione presieduta dal Vicario generale in collaborazione con la Caritas Diocesana che informerà con puntualità circa la destinazione degli aiuti.
Variati elogia i vicentini: reagiscono con coraggio e dignità Il sindaco di Vicenza Achille Variati ha reso noto di aver telefonato al presidente della Regione Veneto Luca Zaia per descrivergli la dignità dimostrata dai vicentini colpiti dall'alluvione e la generosità delle centinaia di concittadini che oggi sono accorsi per collaborare alle operazioni di pulizia. Il sindaco ha chiesto a Zaia che la Regione sia al fianco di Vicenza in questo momento di estrema difficoltà. «I vicentini - ha detto Variati - stanno affrontando questa catastrofe con coraggio, spirito di solidarietà e grande dignità. Si sono da subito rimboccati le maniche, come hanno sempre fatto. Il governatore, con la sua autorevolezza, ci aiuti portando all'attenzione del Governo la voce e le richieste disperate dei tanti che hanno perso o visto pesantemente danneggiati la casa, il negozio, l'officina, il laboratorio. Il Veneto è sempre stato la locomotiva dell'Italia, ora ci serve l'aiuto concreto dello Stato, in termini di risorse, risarcimenti, contributi». Da parte sua Zaia, che si è detto colpito dalla situazione drammatica della popolazione vicentina, ha promesso il massimo sostegno alla città di Vicenza.
Zaia scrive a Berlusconi: serve uno stanziamento straordinario. "Chiedo al Consiglio dei Ministri un intervento immediato, che riconosca compiutamente la situazione di crisi che si è determinata in Veneto, decidendo uno stanziamento straordinario per aiutare l'economia veneta a risollevarsi". È uno dei passaggi della lettera che il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia ha inviato oggi al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. "Il rischio - scrive Zaia - è che i tempi della ripresa non siano compatibili con le dinamiche economiche della società reale. La particolare situazione economico-finanziaria, produttiva ed occupazionale nella quale si trova la nostra regione necessita di una particolare ed eccezionale attenzione da parte del Governo centrale. Solo con un consistente intervento statale sarà possibile aiutare l'intero territorio veneto a riprendersi e a ricominciare con la stessa determinazione che ha sempre caratterizzato le genti venete". "L'abnegazione e l'impegno indefesso delle Istituzioni, dei Vigili del Fuoco, delle Forze dell'Ordine, dell'Esercito, della Protezione Civile in tutte le sue articolazioni, dei volontari, del servizio sanitario regionale e dell'intera popolazione civile - aggiunge Zaia - hanno probabilmente scongiurato il peggio, ma tutto questo non basta. E non basteranno nemmeno le ordinarie risorse che, in conseguenza dello stato di emergenza, il Governo stanzierà, come di consueto". Zaia sottolinea anche che "nemmeno la tragica e storica alluvione del 1966 regge al confronto" e che "in 72 ore, straordinarie ed incontrollabili precipitazioni hanno messo in ginocchio l'intera economia regionale, creando pesanti disagi a tutta l'area settentrionale delle penisola".
Mariano Carraro, segretario regionale Ambiente della Protezione civile, ha confermato che i sindaci sono stati tutti avvertiti per tempo, per fax, mail o sms. Per questo il presidente della Regione non vuole polemiche: «Lo stato di allerta è stato massimo e lo abbiamo comunicato subito. I sindaci sono stati allertati, poi dipende dalle singole sensibilità, ma anche un sindaco particolarmente sensibile non avrebbe potuto fare molto. Non certo allontanare i cittadini dalle loro case in previsione di un possibile allagamento. Non sarebbe stato creduto perchè in quelle zone un evento del genere non si è mai verificato. Quando la natura si ribella, accadono queste cose. È in atto un grande cambiamento climatico e, di fronte a questo, neppure l’attenta attività dei consorzi di bonifica può far nulla».
L’assessore all’Ambiente Maurizio Conte ha ricordato che anche in Veneto, molto spesso, lo sviluppo urbanistico non è stato accompagnato da altrettante infrastrutture di supporto in grado di prevenire il rischio idraulico. «In questo senso - ha detto - la Regione già dal 2002 ha imposto alle amministrazioni locali la verifica di compatibilità idraulica e sempre su questo tema ha invitato le amministrazioni locali a rispettare, anche se scaduti, i vincoli previsti dai Piani di assetto idrogeologico adottati dalle Autorità di Bacino».
Ieri Zaia ha firmato la richiesta dello stato di calamità, me secondo il presidente dell'Unione delle Province venete Leonardo Muraro serve di più: «Non basta la dichiarazione di Stato di calamità. Chiedo al Governo di togliere tasse e patto di stabilità per tre anni ai territori veneti pesantemente colpiti dall'alluvione». Muraro in sostanza chiede che venga riconosciuto lo stesso regime giuridico e fiscale attribuito alle zone in Abruzzo colpite dal terremoto del 2009. «La calamità che ha colpito l'intera Regione Veneto - continua Leonardo Muraro - è di straordinaria entità e i danni sono pesantissimi. Ci sono interventi di immediata necessità per il ripristino dei servizi quotidiani, senza parlare dei danni alle abitazioni e alle attività produttive, e all'agricoltura».
Puppato (Pd): colpa solo della pioggia? Inaccettabile «Non è accettabile sentire da chi governa il Veneto che l'unica causa dell'alluvione sia stata la pioggia caduta in quantità cospicua: in questo modo si vogliono nascondere le responsabilità di quanto non è stato fatto da molti anni a questa parte per difendere il nostro territorio». Così la capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, Laura Puppato, nel corso del suo intervento odierno in aula consiliare . «Lo dico a chi sbandiera sempre orgoglioso la storia e le tradizioni del Veneto: forse gli stessi si dimenticano - ha puntualizzato - che proprio la Serenissima aveva una attenzione maniacale e costante per la difesa dei corsi d'acqua. Qui invece ci troviamo di fronte ad una disattenzione pluriennale che ha portato ad una graduale diminuzione di risorse investite e che ha fatto sì che in un anno non sia stata fatta neppure la perimetrazione degli enti di bonifica». Puppato ha quindi riportato in aula le cifre a consuntivo degli stanziamenti regionali su tre specifiche voci, facendo un raffronto tra le annualità 2005, 2007 e 2009 (le somme a consuntivo per il 2010 saranno disponibili il prossimo anno). Per la "manutenzione e sistemazione dei corsi d'acqua di competenza regionale" nel 2005 furono messi a disposizione 36 milioni, nel 2007 vennero stanziati 23 milioni che scesero a 10,5 nel 2009. Per le "opere di protezione civile nel settore della difesa del suolo" le cifre sono di 8,5 milioni nel 2005, 6,5 milioni nel 2007 e 13 milioni nel 2009. Infine, per i "contributi agli enti locali per opere di difesa del suolo" la somma stanziata fu di 4 milioni nel 2005, di 4,9 milioni nel 2007 e di 1,3 milioni nel 2009. Complessivamente, per le tre voci prese in esame, i finanziamenti complessivi furono pari a 48,5 milioni nel 2005, scendendo a 34,4 milioni nel 2007 e a 24,8 milioni nel 2009. «Una delle conseguenze evidenti sta nel numero degli interventi di manutenzione effettuati dal genio civile in questi anni - ha concluso -. Mentre la media degli interventi tra il 2005 e il 2008 era di 100 ogni anno, questo numero è crollato a 28 nel 2009».