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Protagonista... Battisti 1965/1970
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Lucio Battisti (Poggio Bustone, 5 marzo 1943 – Milano, 9 settembre 1998) è stato un cantautore italiano.
È considerato uno dei massimi autori ed interpreti nella storia della musica leggera italiana sia come interprete della sua musica, sia come autore per altri artisti.

La sua produzione ha rappresentato una svolta decisiva nel pop e nel rock italiani: da un punto di vista strettamente musicale, Lucio Battisti ha personalizzato e innovato in ogni senso la forma della canzone tradizionale e melodica (intesa come susseguirsi di strofa - ritornello - strofa - inciso - finale).

Grazie ai testi scritti da Mogol, Battisti ha rilanciato temi ritenuti esauriti o difficilmente innovabili, quali il coinvolgimento sentimentale e i piccoli avvenimenti della vita quotidiana, ma ha saputo esplorare anche argomenti del tutto nuovi e inusuali, a volte controversi, spingendosi fino al limite della sperimentazione pura, sia su testi di Mogol sia nel successivo periodo di collaborazione con Pasquale Panella.

1965-1966: i primi passi e l'incontro con Mogol
Il giovane Lucio muove i primi passi nel mondo della musica imparando a suonare la chitarra da autodidatta. Si trasferisce con i genitori a Roma nel 1947, e dopo il diploma in elettrotecnica nel 1962 e un periodo di gavetta a Napoli con I Mattatori e successivamente con I Satiri, si trasferisce a Milano, dove si unisce a I Campioni, il gruppo che accompagna Tony Dallara, capitanato da Roby Matano. Battisti vivrà tutto il resto della sua vita a Milano, prima nel quartiere popolare del Giambellino, poi nella zona di città studi esattamente in una villetta in Largo Rio de Janeiro, per trasferirsi negli ultimi anni della sua vita in una villa a Molteno, in Brianza.

È proprio Matano, che ha più volte rivendicato una sorta di "primogenitura" nella scoperta del talento di Lucio, a spronarlo a scrivere canzoni. Ne nacquero alcuni pezzi, come Se rimani con me, i cui testi erano stati scritti da Matano (ma depositati a nome di Lucio perché l'amico non era iscritto alla SIAE), che rimasero perlopiù o sconosciuti o addirittura mai pubblicati. Tuttavia, alcuni di questi pezzi furono successivamente rimaneggiati da Lucio sulla base di nuovi testi di Mogol, come Non chiederò la carità, che diverrà Mi ritorni in mente.

Il 14 febbraio del 1965 Battisti riesce ad avere un appuntamento con Franco Crepax: durante il provino viene notato da Christine Leroux, una discografica di origine francese arrivata a Milano negli anni '60, contitolare delle edizioni El & Chris. Cacciatrice di talenti per la casa discografica Ricordi, fu lei una delle prime a credere nel talento di Battisti, e fu lei a procurargli il "fatale" appuntamento col paroliere Giulio Rapetti, in arte Mogol.

Riguardo a questo primo incontro con Battisti, Mogol ha raccontato di non essere rimasto particolarmente impressionato dalle canzoni che Lucio gli aveva proposto, ma di aver comunque deciso di collaborare con lui per la sua umiltà nell'ammettere i propri limiti e la voglia di fare e di migliorarsi

Nel 1966, fu lo stesso Mogol a insistere con Battisti, scettico egli stesso circa le proprie doti vocali, perché cantasse in prima persona le sue canzoni, anziché limitarsi ad affidarle ad altri artisti. Mogol dovette superare non poche resistenze presso la Ricordi, la loro casa discografica, ma alla fine l'ebbe vinta.

Lucio esordì quindi come solista con il 45 giri che includeva Per una lira e Dolce di giorno, con modesti risultati di vendite, tanto che oggi il disco gode di grande considerazione nel circuito collezionistico. Le due canzoni vennero poi portate al successo rispettivamente dai Ribelli capitanati da Demetrio Stratos e dai Dik Dik. Nel circuito degli "addetti ai lavori", Per una lira si fece notare come brano fortemente innovativo nel testo e nella scrittura musicale.


1967-1968: il successo di 29 settembre e Balla Linda
Nel 1967 Mogol e Battisti sono gli autori di 29 settembre, interpretata dall'Equipe 84, un clamoroso successo che arriva al primo posto della hit parade grazie alla trasmissione radiofonica Bandiera gialla. Sempre in quell'anno scrivono un altro grande successo per l'ex Camaleonte Riki Maiocchi, la celebre Uno in più, considerata una canzone-manifesto della cosiddetta linea verde con cui Mogol intendeva perseguire un rinnovamento della tradizione musicale italiana, lavorando con giovani cantanti e autori quali Battisti. Sempre nel 1967 suona la chitarra ne La ballata di Pickwick, sigla iniziale e finale, mai pubblicata su disco, dello sceneggiato di Ugo Gregoretti Il Circolo Pickwick; la canzone è cantata da Gigi Proietti, che in seguito ricorderà il suo unico incontro con Battisti.

Nel 1968 produce Luisa Rossi, il suo secondo singolo da interprete; un blando Rhythm and Blues che non riscuoterà grande successo (sul lato B è incisa Era, una delicata canzone dalle atmosfere quasi medievali).

Nello stesso anno Battisti incide Prigioniero del mondo, una canzone scritta dall'eccellente musicista Carlo Donida con testo di Mogol, che doveva essere originariamente interpretata da Gianni Morandi, e che Battisti porta con scarso successo alla manifestazione Un disco per l'estate 1968. Di questo brano esiste anche un raro videoclip girato su pellicola in bianco e nero, che è anche il primo filmato assoluto nel quale si vede il cantante, girato sulle montagne del Veneto e proposto in televisione su Raidue nel settembre 2004 in una trasmissione commemorativa a sei anni dalla scomparsa. Sul retro Balla Linda, una canzone melodica ma già "sperimentale" per i canoni musicali dell'epoca, in cui Battisti rifiuta la convenzione delle rime baciate per i testi, d'accordo con Mogol.

Con Balla Linda partecipa al Cantagiro, dove si classifica al quarto posto, entrando per la prima volta, con una canzone da lui interpretata, in hit parade; la canzone, in una versione in inglese intitolata Bella Linda, otterrà, eseguita dai Grassroots, un notevole successo negli Stati Uniti, piazzandosi al numero 28 della classifica di Billboard<3>. In quell'occasione alcune affermazioni del cantante ("quando voi non sarete più popolari, io sarò ancora famoso") finiscono per irritare critica e concorrenti, accusandolo di presunzione ingiustificata, sebbene Lucio intendesse dimostrare più che superiorità, una ripagata consapevolezza.


1969: la consacrazione come cantante e autore
Nel 1969 Lucio debutta come cantante al Festival di Sanremo con la bella canzone Un'avventura, dopo due "bocciature" come autore: nel 1967 con Non prego per me eseguita da Mino Reitano e dagli Hollies, e nel 1968 con La farfalla impazzita per Johnny Dorelli. In questa canzone, Battisti riesce a conciliare la melodia italiana con le atmosfere e i suoni del Rhythm and blues, in particolare con una caratteristica e vigorosa sezione fiati; non a caso l'interprete straniero che viene affiancato a Dorelli è Wilson Pickett, un "mostro sacro" di quel genere musicale. Il brano entra in finale e si piazza a metà classifica, ma sarà solo l'inizio di un anno veramente straordinario.

Dopo aver attirato l'attenzione anche con Non è Francesca - delicata canzone inserita sul lato B di Un'avventura e dotata di una lunga ed interessante "coda" strumentale - Battisti pubblica il brano Acqua azzurra, acqua chiara con cui spopolerà al Festivalbar ottenendo il primo premio, dopo aver già guadagnato il terzo posto al Cantagiro. A proposito di questo brano Renzo Arbore, in un'intervista televisiva del settembre 2008<4>, ha ricordato il giorno in cui Lucio gli portò ad ascoltare la lacca di prova del 45 giri (circostanza a quanto pare non insolita, poiché all'epoca i due erano dirimpettai): Arbore racconta che Lucio avrebbe voluto come lato A del disco Dieci ragazze, perché a suo giudizio il testo aveva più appeal commerciale; ma dopo che ebbero ascoltato Acqua azzurra... fu proprio il disc-jockey ad insistere, non senza lungimiranza, affinchè Lucio assolutamente "promuovesse" la canzone a brano di punta del singolo.
Sigla di chiusura della finale del Festivalbar era un'altra canzone scritta insieme a Mogol: Questo folle sentimento, canzone dall'atmosfera vagamente psichedelica e giudicata ardita per gli schemi musicali tradizionali, affidata alla Formula Tre, il gruppo fondato dal chitarrista Alberto Radius insieme a Tony Cicco e Gabriele Lorenzi.

Nello stesso periodo, una vecchia canzone scritta da Mogol e Battisti, Il paradiso della vita - già affidata in Italia alla Ragazza 77 (pseudonimo di Ambra Borelli) senza successo - viene ripresa dal gruppo inglese degli Amen Corner, col titolo (If Paradise Is) Half as Nice, raggiungendo il primo posto delle classifiche di vendita britanniche.
La canzone sarà quindi riproposta nel nostro paese da Patty Pravo col titolo Il paradiso. Alla cantante veneziana, oramai diventata una diva a tutti gli effetti, Battisti regalerà poi Per te, interpretata dalla Pravo in ogni show cui partecipava. Nell'album Di vero in fondo, del 1971, Patty offre a Lucio un'intensa interpretazione di Emozioni.

Famosa una frase di Battisti indirizzata in uno show alla sua grande amica: "'A Strambe', e canta...!"

Verso la fine del 1969, a coronamento di un anno gratificante, Lucio Battisti pubblica il brano Mi ritorni in mente, felice sintesi musicale tra atmosfere blues e un'orchestrazione che la critica definirà addirittura "pucciniana". Sempre alla fine dell'anno esce il suo primo album, intitolato semplicemente "Lucio Battisti", nel quale sono raccolti i singoli di maggior successo incisi da Lucio fino ad allora, assieme a quelle canzoni scritte da lui e già portate al successo da altri cantanti e gruppi, stavolta re-interpretate dallo stesso Battisti. Il retro della copertina dell'album reca le fotografie di Mogol, di Maurizio Vandelli, leader degli Equipe 84, e dei componenti del gruppo Dik Dik, come ringraziamento per aver contribuito al suo successo.

Dello stesso anno è un altro avvenimento, fondamentale per la vita privata di Lucio: l'incontro con Grazia Letizia Veronese. Grazia, nata a Limbiate nel 1943, era attiva verso la fine degli anni sessanta come segretaria del clan di Adriano Celentano. La Veronese fu compagna di vita di Battisti dal 1969 fino alla morte, gli diede il figlio Luca e perfezionò con Lucio l'unione nel 1976 col matrimonio civile. Con lo pseudonimo di "Velezia", è stata autrice dei testi dell'album di Battisti "E già", del 1982.

1970: la fortuna del sodalizio con Mogol
Nel 1970 Battisti vince per la seconda volta consecutiva il Festivalbar con la canzone Fiori rosa fiori di pesco, in cui la sua tensione interpretativa raggiunge alti livelli. Nello stesso anno inizia la sua proficua collaborazione artistica con Mina, per la quale scrive la canzone Insieme, che nonostante l'iniziale scetticismo della cantante diverrà il singolo più venduto dell'anno. Insieme si contende il primato con il 45 giri di uno dei capolavori in assoluto di Battisti, la delicata Emozioni, divenuta una vera e propria canzone-manifesto del modo di fare musica di Lucio, e che darà il nome al suo secondo album (Emozioni).

Battisti canta insieme a Mina.Il suo look è inconfondibile, apparentemente trasandato e al tempo stesso originale: lunghi capelli ricci, giacchette beat, abiti poco costosi con una certa predilezione per le camicie indiane. Lucio si mostra così anche nelle non frequenti apparizioni televisive, scandalizzando taluni "benpensanti" ma suscitando un moto di identificazione nei giovani. Ben presto, nonostante le critiche di alcuni critici tradizionalisti che ne biasimano soprattutto il modo di cantare, Lucio Battisti diventerà una figura popolare e apprezzata anche presso un pubblico non strettamente giovanile.

Il modo di cantare di "sentimenti" da parte di Battisti, grazie ai testi di Mogol, è rivoluzionario rispetto alla tradizione, spesso melensa e scontata: la vita di coppia viene analizzata in ogni sua sfaccettatura, soffermandosi sulle fragilità sia maschili sia femminili con un lirismo che talora ricorda da vicino il romanticismo letterario; il tutto scandito da Battisti con una voce sempre capace di seguire col canto gli alti e bassi emozionali dei testi, quasi all'unisono con gli stessi. In un'epoca in cui il cantare d'amore e di sentimenti appariva destinato al declino a favore del diretto impegno politico di cantanti e cantautori, Battisti va in controtendenza, conquistando a queste tematiche un pubblico che saprà riscoprire, tra le righe dei testi delle sue canzoni, una quotidianità della vita di coppia trascurata dalla canzone d'amore tradizionale.

In quest'anno, matura la decisione di non effettuare più esibizioni pubbliche, rifiutandosi di partecipare al Festival di Sanremo e a Canzonissima, manifestazioni da lui ritenute non adatte a un discorso artistico di qualità, tanto è vero che non vi porterà più sue canzoni neanche come autore (anche se perdurano i dubbi sulla paternità delle canzoni La spada nel cuore e La folle corsa).

Quanto ai concerti, dopo un breve tour con la Formula Tre che pure ebbe notevole successo, deciderà di non farne più, manifestando l'intenzione di ritagliarsi uno spazio per la propria vita privata e per la propria ricerca artistica, che a suo dire sarebbe stato sacrificato altrimenti al correre "tra un aereo e l'altro". Non si lascerà più fotografare - se non dal fotografo della Numero Uno Cesar Monti e quasi esclusivamente per le copertine dei dischi - e svilupperà sempre più una sinergia artistica e umana con Mogol, che da allora fino al 1980 non scriverà più testi per altri interpreti.

I due amici prenderanno casa nello stesso luogo, a Dosso di Coroldo, nella quiete della campagna brianzola, coltiveranno le tematiche ecologiche e intraprenderanno un famoso viaggio a cavallo da Milano a Roma. Si impegneranno inoltre nel segno della solidarietà con i concerti annuali che Lucio, accompagnato da Mogol e senza alcuna pubblicità, soleva dedicare solamente ai giovani ammalati dell'Istituto dei Tumori di Milano.

Continua... 1971 - 1998

Fonte |Wikimedia

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